Il Brevetto di Smartilla

Nel mondo dell’innovazione c’è una bella differenza tra il dire “abbiamo avuto un’ottima idea” e il poter mostrare un documento ufficiale che recita: Brevetto Concesso. In casa Ecosistem, festeggiamo un traguardo importante: il nostro sistema di irrigazione intelligente, Smartilla, è ufficialmente protetto da un brevetto d’invenzione intitolato “Metodo di automazione dell’irrigazione del verde ornamentale”, inventato da Gianluca Orazio e di proprietà di Ecosistem Srl.

Ma che cosa significa concretamente questo riconoscimento e, soprattutto, perché rappresenta una vera e propria rivoluzione nel mondo del green management? Mettetevi comodi, perché oggi vi portiamo dentro il cervello di Smartilla per spiegarvi come siamo riusciti a trasformare l’irrigazione da un processo basato sull’intuizione a un sistema brevettato.

Se fate un giro nel settore dell’agricoltura di precisione, troverete tecnologie straordinarie. Il motivo è semplice: l’agricoltura lavora su grandi superfici omogenee. Se hai dieci ettari coltivati a pomodori, il calcolo del fabbisogno idrico è lineare: una sola specie, un terreno uniforme, un unico obiettivo produttivo.

Quando ci spostiamo nel mondo del verde ornamentale – come i parchi pubblici o gli spazi verdi delle strutture ricettive e dei campeggi open-air – lo scenario cambia totalmente. Ci troviamo davanti a un meraviglioso caos:

  • Nello stesso fazzoletto di terra convivono piante con esigenze idriche molto differenti;
  • La densità fogliare varia continuamente;
  • Il microclima è frammentato, in quanto una zona è esposta al vento battente del mare, un’altra è riparata dalle case mobili, un’altra è all’ombra di un edificio.

Fino ad oggi, l’irrigazione “intelligente” in questi contesti si limitava a centraline programmabili da remoto collegate a qualche sensore, ma la decisione finale sul se e quanto irrigare spettava comunque all’uomo. Smartilla ha deciso di colmare questo vuoto tecnologico, automatizzando non solo l’esecuzione, ma l’intera strategia di irrigazione.

Il metodo brevettato non è un semplice timer evoluto, ma un ecosistema integrato composto da sensori IoT in campo (igrometri per l’umidità del suolo, flussometri, stazioni meteo locali) e un potente motore di calcolo in Cloud. Il software elabora istantaneamente una mole di dati incrociando quattro database proprietari:

  1. Database della vegetazione. Smartilla non usa i modelli standard dell’agricoltura, ma applica il metodo scientifico WUCOLS (Water Use Classification of Landscape Species), ideato per quantificare il consumo idrico delle piante ornamentali. Il sistema mappa le specie presenti, la loro densità e le variabili microclimatiche.
  2. Database del suolo. Conosce la struttura fisica del terreno: sa quanta acqua può trattenere (capacità di campo), quando il terreno si sta saturando e qual è il punto di avvizzimento, ovvero la soglia critica sotto la quale le radici non riescono più ad assorbire acqua.
  3. Database meteorologico. Unisce i dati reali e istantanei della stazione meteo installata sul posto con le previsioni meteo predittive a breve termine da fonti esterne professionali.
  4. Database delle caratteristiche del settore. Contiene la geometria dell’impianto, la portata dei tubi e il metodo di diffusione dell’acqua (es. ala gocciolante o irrigatori statici).

 

Come fa il motore di calcolo a decidere quando aprire le valvole? Lo fa attraverso una serie di equazioni matematiche che definiscono il bilancio idrico del terreno. Per prima cosa, calcola l’evapotraspirazione di riferimento tramite l’equazione di Penman-Monteith (analizzando temperatura, radiazione solare, vento e umidità dell’aria). Successivamente, calcola il coefficiente del paesaggio, che mette in relazione la densità della vegetazione, il microclima specifico e il coefficiente colturale della pianta. A questo punto interviene il coefficiente di stress idrico, l’indicatore fondamentale che monitora quanta riserva d’acqua è rimasta rispetto all’acqua disponibile e al bilancio idrico precedente.

L’obiettivo primario dell’algoritmo di Smartilla è matematico e biologico insieme: mantenere costantemente  perché, se il valore scende sotto questa soglia, la pianta entra in stress. Unendo tutti questi fattori, Smartilla calcola l’evapotraspirazione reale del paesaggio. Infine, calcolando il bilancio idrico complessivo, il sistema quantifica i millimetri esatti di acqua mancanti nel suolo, traducendoli autonomamente in un tempo di irrigazione espresso in minuti, attivando pompe ed elettrovalvole senza che l’operatore debba muovere un dito.

Sensori iot e meteo ➔ analisi dei 4 database ➔ calcolo algoritmico del bilancio idrico ➔ attivazione autonoma delle elettrovalvole

Se un sensore rileva una pressione anomala o un flussometro segnala che l’acqua non scorre nonostante la valvola sia aperta, Smartilla blocca il sistema e invia un alert immediato per evitare sprechi o allagamenti.

 

Le formule matematiche sono affascinanti, ma i risultati reali lo sono ancora di più. Durante la fase sperimentale del brevetto, abbiamo testato Smartilla in un contesto ad altissima complessità: un grande campeggio sul litorale di Jesolo (VE), una struttura fronte mare caratterizzata da un terreno sabbioso e da una vegetazione incredibilmente eterogenea.

Abbiamo suddiviso l’area in settori specifici:

  • Settore 1 (prato): Composto da un mix di Festuca, Poa e Lolium, ombreggiato al 40% da maestosi pini marittimi (Pinus pinea);
  • Settore 2 (bordure fiorite e arbusti): Un mix fitto di Hydrangea, Photinia, Pistacia e Osmanthus, posizionato lungo i perimetri delle unità abitative.

Mentre una gestione tradizionale avrebbe irrigato entrambi i settori con gli stessi identici tempi “a calendario”, Smartilla ha calibrato l’apporto idrico in base alle reali necessità quotidiane dei due ecosistemi. Il risultato? Un risparmio idrico eccezionale e una vegetazione visibilmente più rigogliosa e in salute.

Ma c’è un beneficio secondario che non avevamo preventivato in queste proporzioni: azzerando i fenomeni di stress e i ristagni idrici, le piante hanno sviluppato una naturale barriera immunitaria contro i patogeni. Meno malattie hanno significato una drastica riduzione dei trattamenti fitosanitari e dei concimi chimici.

 

Con l’ottenimento di questo brevetto, Smartilla si posiziona come la tecnologia di riferimento per la transizione ecologica del verde ornamentale pubblico e privato. Non siamo più nel campo della semplice automazione elettronica: siamo entrati nell’era della gestione predittiva del paesaggio.

Parte del team di Ecosistem che festeggia l’ottenimento del Brevetto